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Bitcoin rimane stabile vicino ai 64.000 USD nonostante il mantenimento dei tassi da parte della Fed: un rialzo a settembre rimane possibile

## Contesto Bitcoin (BTC) ha mantenuto la sua posizione intorno ai **64.000 USD** dopo l’annuncio della Federal Reserve statunitense (Fed) di mantenere invariati i tassi di interesse, in linea con le aspettative dei mercati. Tuttavia, tre membri del comitato di politica monetaria (FOMC) hanno votato per un **rialzo a sorpresa dei tassi**, segnalando una **divisione all’interno della Fed sulla futura traiettoria della politica monetaria. Questa incertezza, combinata a tensioni geopolitiche persistenti (in particolare in Medio Oriente), continua a pesare sugli asset rischiosi, incluse le…

Bitcoin (BTC) ha mantenuto la sua posizione intorno ai 64.000 USD dopo l’annuncio della Federal Reserve statunitense (Fed) che ha mantenuto invariati i tassi di riferimento, in linea con le aspettative dei mercati. Questa stabilità si verifica nonostante una divisione all’interno del comitato di politica monetaria (FOMC), dove tre membri hanno votato per un aumento a sorpresa dei tassi. Le tensioni geopolitiche persistenti, in particolare in Medio Oriente, continuano a pesare sugli asset a rischio, incluse le criptovalute. Il mercato rimane in attesa di una possibile decisione sui tassi a settembre 2026, che potrebbe influenzare significativamente la traiettoria degli asset digitali. Cosa è successo Dopo l’annuncio della Fed, Bitcoin è rimasto stabile intorno ai 64.000 USD, con un volume di scambi giornalieri di 34,5 miliardi di dollari, un livello coerente con le medie delle ultime settimane. Tre membri del FOMC hanno espresso la loro preferenza per un aumento dei tassi di 25 punti base, contro una maggioranza che sostiene lo status quo. Questa divisione riflette le tensioni interne sull’inflazione e sulla crescita economica. La Fed ha ribadito il suo impegno a mantenere una politica restrittiva fino a quando l’inflazione non tornerà in modo duraturo verso l’obiettivo del 2%, lasciando comunque aperta la porta a un aumento a settembre se i dati lo giustificheranno. I contratti futures sui tassi Fed Funds indicano ora una probabilità del 68% di un aumento a settembre, rispetto al 55% prima dell’annuncio, secondo i dati di CME Group. Inoltre, gli spread creditizi corporate (CDX IG) si sono leggermente ampliati, riflettendo un’avversione al rischio accresciuta tra gli investitori istituzionali. Non sono state apportate modifiche alle previsioni di crescita del PIL statunitense per il 2026, mantenute al 2,1%, sebbene siano stati sottolineati i rischi al ribasso legati alla geopolitica. Perché è importante La politica monetaria della Fed gioca un ruolo centrale nella liquidità dei mercati finanziari, inclusi quelli delle criptovalute. Una politica restrittiva, caratterizzata da tassi elevati, riduce generalmente l’appetito per asset rischiosi come Bitcoin, poiché aumenta il costo opportunità di detenere asset non produttivi. Al contrario, un allentamento monetario può stimolare i flussi verso le criptovalute alla ricerca di rendimento. La divisione attuale all’interno del FOMC crea un’incertezza che frena i movimenti di capitale verso gli asset a rischio. L’hash rate di Bitcoin, attualmente intorno ai 650 EH/s, rimane elevato, rafforzando la sicurezza della rete ma non proteggendo dalle pressioni macroeconomiche. Un aumento dei tassi a settembre potrebbe far scendere Bitcoin sotto i 60.000 USD, soprattutto se accompagnato da un inasprimento delle liquidità, come osservato nel marzo 2023. Le altcoin, come Ethereum (ETH) o Solana (SOL), potrebbero sottoperformare Bitcoin in questo scenario, a causa della loro maggiore sensibilità alle condizioni di liquidità. I token DeFi, come AAVE o COMP, potrebbero essere particolarmente vulnerabili, con un’esposizione di circa il 15% del loro valore totale bloccato (TVL) a protocolli sensibili ai tassi. Un aumento dei tassi a settembre rafforzerebbe probabilmente il dollaro statunitense (DXY), il che potrebbe pesare sui prezzi delle criptovalute denominate in USD. Gli investitori potrebbero anche riallocare i loro capitali verso asset rifugio come l’oro o le obbligazioni di Stato, riducendo così i flussi verso le criptovalute. Le riserve delle banche commerciali statunitensi hanno continuato a diminuire, passando da 3.200 a 3.100 miliardi di dollari a luglio, un segnale di inasprimento delle liquidità nel sistema finanziario. Da monitorare Decisione della Fed a settembre : Un aumento dei tassi confermerebbe i timori dei mercati e potrebbe accelerare una correzione di Bitcoin e delle altcoin. Dati macroeconomici : I prossimi indici PMI, l’inflazione PCE o i rapporti sull’occupazione potrebbero influenzare la traiettoria dei tassi e, di conseguenza, le criptovalute. Reazioni dei miner di Bitcoin : Se il prezzo di Bitcoin scenderà sotto i 60.000 USD, i miner potrebbero liquidare riserve per coprire i costi, aggravando la pressione vendite. Tensioni geopolitiche : Un’escalation dei conflitti in Medio Oriente o un’intensificazione delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina potrebbe destabilizzare i mercati oltre l’impatto dei tassi della Fed. Liquidità dei mercati crypto : Nonostante la diminuzione delle riserve bancarie, i mercati crypto rimangono liquidi, ma una crisi di liquidità nel sistema tradizionale potrebbe provocare un crollo a cascata.