Giappone: SBI e Rakuten lanciano fondi d'investimento crypto interni dopo una revisione legislativa
## Contesto\nIl Giappone sta accelerando l’adozione delle criptovalute come attività finanziarie dopo l’approvazione, alla fine di aprile 2026, di un disegno di legge che riclassifica le criptovalute ai sensi della legge sugli strumenti finanziari (Financial Instruments and Exchange Act). Questa revisione legislativa consente ora agli attori locali come SBI Holdings e Rakuten di integrare internamente fondi di investimento in criptovalute, senza dipendere da terzi. Questa iniziativa si inserisce in una strategia più ampia volta a posizionare il Giappone come hub regionale per gli asset…
Il Giappone compie un ulteriore passo avanti nell'integrazione delle criptovalute nel proprio sistema finanziario tradizionale. Alla fine di aprile 2026, il Parlamento giapponese ha approvato una importante revisione legislativa che riclassifica le criptovalute come strumenti finanziari , sottoponendole quindi alle stesse regole delle azioni o delle obbligazioni. Questa decisione, entrata in vigore gradualmente, apre la strada a una maggiore adozione degli asset digitali da parte degli attori locali, in particolare dei giganti finanziari SBI Holdings e Rakuten. Questi due gruppi stanno ora sviluppando fondi di investimento crypto interni , una prima nel paese, con l'obiettivo di attrarre capitali istituzionali e rafforzare la posizione del Giappone come hub regionale per gli asset digitali. Cosa è successo La revisione della legge sugli strumenti finanziari e sugli scambi (Financial Instruments and Exchange Act) in Giappone segna una svolta nella regolamentazione delle criptovalute. Essendo ora considerate attivi finanziari, beneficiano di un quadro giuridico chiaro, riducendo l'incertezza per gli investitori. SBI Holdings e Rakuten, già ben radicati nei servizi finanziari tradizionali, hanno annunciato lo sviluppo di fondi di investimento crypto gestiti internamente. Questa iniziativa consente loro di proporre prodotti finanziari innovativi senza dipendere da terzi, un approccio inedito per attori di primo piano del mercato giapponese. Non è stata comunicata alcuna data precisa per il lancio dei primi fondi, ma gli osservatori si aspettano un annuncio nei prossimi mesi. I fondi potrebbero puntare su asset come il Bitcoin (BTC), l'Ethereum (ETH), nonché su stablecoin come USDT o USDC. Tuttavia, il rigoroso quadro normativo limita probabilmente l'accesso a determinati asset ad alto rischio, come i memecoin o i protocolli DeFi non sottoposti ad audit. Perché è importante Questa iniziativa si inserisce in una strategia più ampia volta a posizionare il Giappone come leader regionale nel settore delle criptovalute. Attirando capitali istituzionali, il paese potrebbe compensare le uscite di capitali osservate in altre giurisdizioni asiatiche, come la Cina o la Corea del Sud. I fondi crypto giapponesi potrebbero beneficiare di una migliore liquidità e di una maggiore adozione da parte degli investitori tradizionali, in modo simile a quanto osservato dopo l’approvazione degli ETF Bitcoin negli Stati Uniti. Sul piano tecnico, questa revisione legislativa potrebbe rafforzare la fiducia degli investitori istituzionali, limitando però l’innovazione in alcuni segmenti del mercato. I protocolli DeFi che operano su blockchain come Ethereum o Solana potrebbero vedere aumentare la propria liquidità, ma gli asset più rischiosi potrebbero essere esclusi dai fondi. Questo approccio contrasta con quello di altri hub crypto in Asia, come Singapore o Dubai, dove le regole sono generalmente più permissive. Sul piano macroeconomico, questa iniziativa potrebbe sostenere lo yen giapponese (JPY) e gli asset legati al mercato giapponese, in particolare Bitcoin ed Ethereum, qualora i fondi attirino capitali istituzionali. Potrebbe inoltre servire da modello per altri paesi asiatici che cercano di attrarre investimenti negli asset digitali, soprattutto in un contesto di tensioni geopolitiche nell’Asia orientale. Cosa monitorare L’annuncio ufficiale del lancio dei primi fondi crypto da parte di SBI Holdings e Rakuten, atteso entro i prossimi 3-6 mesi. Le reazioni delle autorità di regolamentazione giapponesi, in particolare della Financial Services Agency (FSA), riguardo a un eventuale ampliamento degli asset ammissibili ai fondi crypto. L’impatto sui flussi di capitali verso il Giappone, rispetto ad altri hub asiatici come Singapore o Dubai. L’adozione dei fondi crypto da parte degli investitori istituzionali e la loro performance rispetto alla concorrenza regionale. Eventuali restrizioni aggiuntive imposte dal quadro normativo rigoroso, che potrebbero limitare l’innovazione o l’accesso a determinati asset. Questa revisione legislativa rappresenta un progresso significativo per il Giappone, ma il suo successo dipenderà dalla capacità degli attori locali di attrarre capitali istituzionali mantenendo un equilibrio tra innovazione e regolamentazione.