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Il Giappone minaccia Bitcoin: il carry trade e il rialzo dei tassi potrebbero pesare su BTC

## Contesto\nLa **Banca del Giappone** (Banco de Japón) sta valutando un **aumento del tasso di riferimento dallo 0,75% all'1,0%**, il livello più alto dal 1995, secondo fonti riportate da *CriptoNoticias*. Questa decisione, se confermata, potrebbe innescare un **inasprimento delle condizioni finanziarie globali**, con ripercussioni dirette sui mercati degli asset rischiosi, incluso Bitcoin (BTC). Storicamente, gli aumenti dei tassi in Giappone hanno favorito il **carry trade** (indebitamento in yen a basso costo per investire in asset a rendimento più elevato), ma una politica monetaria più…

La Banca del Giappone (Banca del Giappone) potrebbe procedere a un rialzo del suo tasso di riferimento, attualmente fissato allo 0,75%, fino all'1,0%, secondo informazioni riportate da CriptoNoticias . Questa decisione, se confermata, segnerebbe un livello inedito dal 1995 e potrebbe innescare una stretta delle condizioni finanziarie globali. Le ripercussioni sui mercati degli asset rischiosi, tra cui Bitcoin (BTC), potrebbero essere significative, in particolare per via dell'impatto sulle strategie di investimento come il carry trade . Cosa è successo Un possibile aumento dei tassi in Giappone potrebbe ridurre la liquidità disponibile per gli investitori, compresi quelli attivi sui mercati delle criptovalute. Bitcoin, già sotto pressione dopo un raid israeliano a Beirut che ha provocato uno shock di difficoltà dei miner del 10% , potrebbe subire un nuovo vento contrario. Le commissioni di transazione su Ethereum restano basse, con un base fee di 0,1195 gwei , ma una crisi di liquidità potrebbe aumentare la volatilità delle reti blockchain. Inoltre, oltre 107.000 transazioni in attesa nel mempool di Bitcoin potrebbero esacerbare i movimenti di prezzo in caso di calo della liquidità. Perché è importante Il carry trade , strategia che consiste nel prendere a prestito in una valuta a basso tasso di interesse come lo yen per investire in asset a rendimento più elevato, potrebbe essere disturbato da un rialzo dei tassi in Giappone. Un rafforzamento dello yen renderebbe i prestiti più costosi, riducendo così i flussi verso asset come Bitcoin. Una stretta monetaria globale potrebbe inoltre provocare vendite massicce di asset rischiosi per coprire le posizioni o far fronte ai margin call. I miner di Bitcoin, già colpiti da uno shock di difficoltà, potrebbero vedere diminuire la redditività, riducendo potenzialmente l'hashrate e la sicurezza della rete. Anche le piattaforme di scambio decentralizzate potrebbero subire un calo dei volumi di scambio. Sul piano macroeconomico, una crisi di liquidità potrebbe rallentare l'adozione degli ETF spot su Bitcoin e dei prodotti strutturati, riducendo la propensione al rischio degli investitori istituzionali. Gli stablecoin, invece, potrebbero vedere aumentare la domanda, percepiti come asset rifugio in periodi di incertezza. Cosa monitorare L’annuncio ufficiale della Banca del Giappone riguardo al rialzo dei tassi, previsto nelle prossime settimane. La reazione dei miner di Bitcoin: un calo della difficoltà o una migrazione verso regioni a basso costo energetico potrebbe attenuare l’impatto negativo. I flussi degli ETF spot su Bitcoin: un calo degli afflussi netti potrebbe confermare una tendenza ribassista nel breve termine. L’evoluzione delle commissioni di transazione sulle reti blockchain, in particolare Ethereum, in caso di crisi di liquidità. I movimenti di prezzo di Bitcoin e delle altre criptovalute, in risposta agli annunci della Banca del Giappone e agli shock di difficoltà dei miner.